La vittoria che voleva, seppur col minimo scarto. Il risultato finale lascerĆ pure tutto in bilico, ma intanto consente al Benevento di far pendere a proprio favore la bilancia della qualificazione, dopo i primi 90 minuti del doppio confronto con la Torres. Al termine del primo round, arriva il commento del tecnico giallorosso, Gaetano Auteri.
ANALISI – “Inizialmente abbiamo fatto un po’ di fatica, perchĆ© giocavamo poco tra le linee. Poi abbiamo iniziato a farlo e siamo riusciti a destabilizzarli, siamo cresciuti e anche dopo il gol l’abbiamo controllata bene. L’unica pecca ĆØ che quando ci sono compagni meglio posizionati, la palla va data: a volte siamo stati un po’ egoisti e questo non va bene. Nel complesso l’abbiamo gestita senza affanni, nonostante qualcuno alla fine fosse stanco”
TORRES – “L’idea che avevo l’ha confermata il campo. E’ una squadra importante, che si esprime come noi, ma complessivamente abbiamo vinto con merito. Al ritorno ce l’andremo a giocare, senza gestire nulla: dovremo migliorare qualcosa e gestire inevitabilmente le risorse”
CONDIZIONE – “Perlingieri era affaticato, ma ĆØ un 2005 che viene dal settore giovanile, dal punto di vista fisico deve fare un percorso importante. Ha qualitĆ , gli manca la tenuta e dovrĆ trovarla attraverso il lavoro. In alcuni momenti ci siamo allungati e tutte le volte che l’arbitro non ha sanzionato i falli, usando un metro di giudizio per noi e un altro per loro. Decisioni cervellotiche da parte del direttore di gara, il buonsenso ĆØ fondamentale e l’arbitro deve capire che i protagonisti sono i calciatori”
CAMBI – “Lanini per Meccariello ĆØ una sostituzione fatta perchĆ© Lanini era un po’ stanco e poi non aveva dato la palla a compagni meglio posizionati e ho deciso di toglierlo. Ho messo Meccariello intanto per tutelarci nel gioco aereo, poi volevo sfruttare la gamba di Simonetti in posizione avanzata, ma non sono stati cambi conservativi. Ho fatto la scelta di Carfora perchĆ© mi servivano le sue caratteristiche che sono diverse da quelle di Starita, mentre Bolsius a volte c’ĆØ e altre no”


