Lāargomento ĆØ parecchio dibattuto e sarĆ finito anche sul tavolo di confronto dei giorni scorsi tra il presidente Vigorito, il direttore dellāarea tecnica Carli e Matteo Andreoletti. Una delle accuse mosse all’allenatore ĆØ quella di non aver ancora dato unāidentitĆ ben definita al suo Benevento, nonostante la stagione sia ormai arrivata al giro di boa. Per identitĆ non si intende solo il modo di approcciare e di interpretare le partite, ma anche la mancanza di un assetto e di un undici base. Il tecnico giallorosso finora ha cambiato parecchio: non solo ruoli degli interpreti, ma anche moduli e uomini a cui affidarsi tra una partita e lāaltra.
Non ĆØ un vezzo, ovviamente, ma sui dati bisogna riflettere. Nelle 17 giornate disputate fino a questo momento, la Strega si ĆØ presentata ben 16 volte con una formazione diversa. In una sola circostanza il driver giallorosso ha confermato lāundici della giornata precedente: a Foggia, dove in campo dallāinizio andarono gli stessi elementi che riuscirono a imporsi sul campo del Sorrento quattro giorni prima. A conferma del fatto che non ĆØ questione di turnover, perchĆ© due impegni ravvicinati avrebbero potuto suggerire qualche avvicendamento, invece Andreoletti a sorpresa sposò la linea della continuitĆ . Cosa mai più accaduta: per il resto, infatti, cāĆØ sempre stata almeno una novitĆ nella formazione titolare.
I fattori possono essere diversi, ma il principale ĆØ rappresentato sicuramente dalle tante indisponibilitĆ con cui ha dovuto fare i conti lāallenatore bergamasco. Il fattore emergenza, dunque, ha avuto il suo peso, perchĆ© spesso cāĆØ stato bisogno di fare la conta degli arruolabili e di arrangiarsi in qualche modo. Eā chiaro però che le assenze non possono essere lāunica spiegazione plausibile. CāĆØ da valutare anche il fatto che la mancanza di un ritiro precampionato con la rosa definitiva ha rallentato inevitabilmente la ricerca della quadra perfetta, ma se Andreoletti ha cambiato praticamente sempre pelle (utilizzando tre moduli e 16 formazioni in 17 gare) ĆØ anche perchĆ© il tecnico ritiene fondamentale adattarsi a situazioni di gioco e alle caratteristiche degli avversari. Su questo, la valutazione ĆØ doppia: da un lato ti permette di conservare una sorta di imprevedibilitĆ e di assorbire bene le iniziative del nemico che settimanalmente si palesa di fronte; dallāaltro, però, il risvolto della medaglia ĆØ rappresentato dal rischio dello smarrimento, con meccanismi di squadra non sempre ben rodati. Ora che i risultati non stanno dando conforto, Andreoletti potrebbe decidere di cambiare orientamento. AccadrĆ giĆ a Latina?



Ma lui deve sperimentare, altrimenti non vive bene ā¦