Emesso il provvedimento sui fatti relativi al 6 maggio scorso, dopo il match di Cittadella
5 DASPO nei confronti degli ultras del Benevento dopo l’agguato al pullman giallorosso dopo la sfida di Cittadella dello scorso 6 maggio. Questo il provvedimento emesso dal questore della provincia di Bologna oltre due mesi dopo i fatti della Direttissima dopo la retrocessione matematica del club giallorosso in Serie C.
Questo il comunicato:
Il Questore della provincia di Bologna, a seguito di articolati e minuziosi accertamenti effettuati dalla D.I.G.O.S. della Questura di Benevento, ha emesso n. 5 provvedimenti di D.A.SPO. (divieto di accesso a manifestazioni sportive) con obbligo di firma, a carico altrettanti residenti in questo capoluogo, di etĆ compresa tra i 41 e i 22 anni, tutti gravitanti nellāambito delle tifoserie organizzate del Benevento Calcio.
I fatti che hanno portato allāemissione dei provvedimenti in questione risalgono al 6 maggio 2023 allorquando, al termine dellāincontro di calcio āCittadella ā Beneventoā, il pullman del Benevento Calcio s.p.a. fu oggetto di un violento assalto da parte di ultras beneventani viaggianti a bordo di 4 minivan a noleggio, lungo lāautostrada Bologna Roma, Variante di Valico Direttissima, in direzione sud, allāinterno della Galleria āDi Baseā, sita in territorio del comune di Castiglione dei Pepoli (BO).
In virtù di tali provvedimenti i soggetti in questione non potranno accedere agli stadi e alle aree limitrofe delle strutture sportive ove si tengono incontri di calcio per periodi che vanno dai 4 agli 8 anni.
In particolare sono stati messi:
n. 1 provvedimento per la durata di anni 8,
n. 1 provvedimento per la durata di anni 6,
n. 2 provvedimenti per la durata di anni 5,
n. 1 provvedimento per la durata di anni 4.
La misura del DASPO ĆØ disciplinata dalla legge n. 401 del 13 dicembre 1989 e da successivi provvedimenti integrativi; le violazioni al provvedimento adottato dal Questore della provincia ove si ĆØ verificato il fatto prevedono lāarresto in flagranza, la pena della reclusione da 1 a 3 anni e la multa da 10.000 a 40.000 euro.


