L’allenatore in pectore della Strega ha scelto l’assetto base per la formazione giallorossa, ma è aperto anche a varianti tattiche
Nelle due missioni beneventane, Matteo Andreoletti si è spesso confrontato con il presidente Vigorito e con il direttore tecnico Carli per buttare giù le prime idee sui programmi futuri. In particolare, all’allenatore in pectore del Benevento è spettato il compito di illustrare il progetto tattico che ha in mente. Almeno nelle intenzioni iniziali, lo schieramento non dovrebbe discostarsi di molto da quello proposto nel recente passato da Fabio Caserta che sia nell’estate del suo arrivo sulla panchina giallorossa che in quella successiva ha sempre avuto il 4-3-3 come punto di riferimento. Andreoletti potrebbe fare lo stesso, sembra deciso a dare slancio a quel tipo di assetto, nonostante nella stagione da poco conclusa alla guida della Pro Sesto sia stato il 3-4-3 a fare le sue fortune.
La strategia prediletta, però, resta l’altra ed è a quella che continuerà ad affidarsi come soluzione base, cosa che rappresenterà uno dei pochi punti di contatto con il recente passato, visto che per il resto la società è intenzionata a fare piazza pulita. L’idea che accompagnerà il Benevento del futuro, dunque, è già stata delineata e da questa si partirà per definire le strategie di mercato e per disegnare pian piano il nuovo volto della Strega.
Non mancheranno le varianti tattiche, considerando il fatto che Andreoletti ha intenzione di prendere in esame diverse opzioni: sin dal ritiro di Roma non si lavorerà solo sull’idea di base del 4-3-3, ma anche su diverse alternative. Un lavoro che sarà inevitabilmente condizionato dal mercato, considerata l’intenzione del club di via Santa Colomba di smontare e rimontare l’organico esattamente come un bambino fa con i Lego. Non per il piacere di farlo, ma perché si avverte la necessità di un repulisti, dopo una retrocessione amarissima.
Ovviamente, tutto dipenderà da ciò che offrirà il mercato, ma una cosa è certa: non si dovrà assolutamente commettere l’errore di piegare gli interpreti a un singolo modello di gioco. Al contrario, sarà fondamentale disegnare il modulo tattico attorno alle caratteristiche degli attori protagonisti, ritagliare i meccanismi sul materiale tecnico a disposizione. Insomma, non si dovranno ripetere situazioni simili a quelle della passata stagione, dove si sono visti giocatori fuori ruolo, che hanno finito per rendere decisamente al di sotto delle aspettative.



Speriamo che si faccia un bel gioco, che trovino calciatori che non creino discordie nello spogliatoio e che abbiano voglia di lavorare.
Vogliamo una squadra che lavori per seguire il programma di risalita e che non provi a rimescolare nel pentolone per capire chi mette in campo, perché a fare vedere le magie beneventane ci penseremo noi tifosi dagli spalti sotto la spinta superba dei club giallorossi.