Presunte irregolarità nella prevendita di Benevento-Carpi, nuova udienza: ascoltati i testimoni

Il procedimento a carico di cinque tra dipendenti e collaboratori del club giallorosso, per irregolarità nella vendita dei tagliandi per la finale play off

Giovedì tifosi e i calciatori protagonisti di una delle più belle imprese della storia del Benevento, hanno celebrato sui social l’anniversario della prima promozione in Serie A della formazione giallorossa. L’8 giugno 2017 la Strega si guadagnava l’accesso nell’Olimpo del calcio, si apriva le porte del paradiso conquistando un traguardo inimmaginabile e per certi versi inatteso. Un traguardo che però ha avuto qualche strascico giudiziario. Come riporta Il Sannio Quotidiano, infatti, sulle modalità di prevendita della finale di ritorno contro il Carpi, venne aperta un’inchiesta da parte della Procura di Benevento per presunte irregolarità nella vendita dei tagliandi.

Un’inchiesta che ha portato alla richiesta del pubblico ministero Maria Colucci di citazione diretta a giudizio per cinque persone (inizialmente erano sei) tra dipendenti e collaboratori del Benevento Calcio che nella stagione conclusa con la promozione in Serie A, si occupavano anche della vendita dei tagliandi presso i botteghini dello stadio Vigorito. Gli imputati sono accusati, in qualità di addetti al botteghino per conto del sodalizio sannita, di aver inserito durante la fase di prevendita date e luoghi di nascita falsi nel sistema, inducendo così in errore l’autorità pubblica preposta alla verifica dei requisiti ostativi per l’accesso alle manifestazioni sportive, funzione che viene svolta attraverso un sistema informatico installato presso il Centro elettronico nazionale della Polizia di Stato, da cui poi arrivò il nulla osta per l’emissione dei tagliandi per la gara dell’8 giugno 2017.

Dopo i primi due appuntamenti interlocutori, venerdì pomeriggio si è svolta la terza udienza che ha riguardato principalmente l’escussione dei testimoni da parte del Pubblico Ministero, tra i quali alcuni agenti della Digos che hanno condotto le indagini. Gli stessi hanno di fatto confermato l’impianto accusatorio. Nel corso del dibattimento, inoltre, è emerso che le stesse criticità registrate nella vendita dei tagliandi ai botteghini, sono state riscontrate anche presso diverse rivendite autorizzate allora appartenenti al circuito Go2. L’udienza è stata aggiornata al 26 gennaio 2024, quando proseguirà l’escussione dei testimoni da parte del Pm e si potrebbe procedere all’esame degli imputati.

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