Il Benevento nel cuore, l’Arezzo tra le mani: Nunziante si prepara alla sua partita speciale

Primo incrocio da avversario per il portiere foggiano, dopo l'addio nell'estate di un anno fa

Un riflesso decisivo per proteggere il risultato e regalarsi una vigilia speciale nel migliore dei modi. Alessandro Nunziante si è preso la scena nell’ultimo impegno dell’Arezzo, mettendo la firma su una vittoria pesante con una parata determinante nel finale contro la Sampdoria.

Un intervento che ha confermato la sua crescita e che gli ha permesso di avvicinarsi con fiducia a un appuntamento dal significato particolare: sabato ritroverà da avversario il Benevento, la squadra che lo ha accompagnato nei primi passi della sua carriera.

Da promessa giallorossa a protagonista in Serie B

Classe 2007, Nunziante è oggi il titolare tra i pali dell’Arezzo allenato da Cristian Bucchi. Un ruolo conquistato con personalità, nonostante la giovane età, in un campionato che mette alla prova anche i portieri più esperti. Il suo percorso in amaranto rappresenta una nuova tappa di un cammino cominciato nel settore giovanile del Benevento e proseguito con l’esperienza all’Udinese. Proprio dai friulani è arrivato in Toscana, con l’obiettivo di trovare quello spazio che gli consentisse di misurarsi con continuità e dimostrare il proprio valore.

“Sono qui per giocare: è una stagione importantissima, posso mettermi in mostra. Con la base che ho costruito tra Udinese e Benevento spero di giocarmi al meglio le mie carte“, aveva dichiarato al momento del suo approdo ad Arezzo. Parole che raccontavano ambizione e consapevolezza, accompagnate dalla volontà di trasformare il salto di categoria in un’occasione concreta di crescita.

La Serie B come trampolino

Il debutto in Serie A con l’Udinese è rimasto un sogno soltanto accarezzato. Nunziante ha però scelto di rimettersi in gioco, ripartendo dalla Serie B con la prospettiva di conquistare sul campo nuove opportunità. E i primi segnali sono arrivati tra prestazioni convincenti e interventi di spessore. I due clean sheet consecutivi contro Empoli e Cremonese hanno dato ossigeno al suo campionato, facendo da contraltare alle goleade incassate contro Verona e Sudtirol.

A raccontare le sue qualità, però, sono soprattutto gli episodi in cui è riuscito a fare la differenza. Contro il Palermo si è messo in evidenza con un autentico miracolo su Strefezza, strappando gli applausi del pubblico. Nell’ultima sfida con la Sampdoria, invece, è stato il suo intervento su Verschaeren a risultare determinante nel finale, quando il risultato era ancora in bilico. Segnali di una crescita che passa anche dalla capacità di reagire alle difficoltà e di mantenere personalità nei momenti più delicati.

Benevento il capitolo che ha segnato la sua crescita

Prima dell’avventura in Toscana c’è stato il lungo percorso in giallorosso. Nell’estate del 2025 il Benevento decise di rinunciare al suo talento, accettando la proposta dell’Udinese e chiudendo un’esperienza che aveva accompagnato Nunziante dalle giovanili fino al calcio professionistico. Con la maglia della Strega ha collezionato 32 presenze tra campionato e Coppa di Serie C, lasciando intravedere qualità e prospettive importanti.

Il debutto tra i professionisti arrivò con Andreoletti in panchina, in un percorso che gli permise di entrare nella storia del club anche per la precocità dell’esordio. Successivamente, con Auteri, trovò ulteriori occasioni per mettersi alla prova, fino alla conclusione amara della stagione, segnata dalla delusione dei play off. Un’esperienza che gli ha consegnato basi preziose per affrontare le tappe successive della carriera e che resta una parte fondamentale della sua formazione.

Quel saluto che sabato diventerà un abbraccio

Ora il calendario gli mette davanti proprio il Benevento, per la prima volta da quando le strade si sono separate. Una sfida che va oltre i tre punti, perché riporta Nunziante con la mente nei luoghi calcistici in cui ha imparato a diventare grande e davanti a una società che ha rappresentato una tappa decisiva della sua vita sportiva.

Al momento dell’addio, il giovane portiere aveva affidato ai social una frase che suonava come una promessa: “Un giorno ci rincontreremo“. Quel giorno è arrivato. Sabato Nunziante difenderà la porta dell’Arezzo, con la stessa determinazione che lo ha accompagnato fin qui, ma con un pezzo del proprio passato dall’altra parte del campo. E per lui, comunque vada, non sarà una partita come tutte le altre.

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