La Strega è tornata in cadetteria con l’intenzione dichiarata di mantenere la categoria, costruendo un percorso graduale senza porsi limiti. Il tutto nonostante i numeri raccontino una realtà economica che colloca il Benevento nella parte alta del campionato.
Stando alla rilevazione della Lega Serie B, il club di via Santa Colomba sostiene emolumenti complessivi per 14,84 milioni. Una cifra che comprende gli stipendi dei calciatori, quelli dello staff tecnico della prima squadra e i compensi della dirigenza e della segreteria sportiva (oltre a tutti gli incentivi all’esodo garantiti a chi non fa più parte dell’organico).
Davanti ai giallorossi figurano soltanto Cremonese, Palermo, Pisa, Sampdoria, Verona, Avellino e Modena. L’investimento fatto dal Benevento testimonia lo sforzo sostenuto per allestire una squadra competitiva, ma porta anche delle aspettative. Perché se l’obiettivo ufficiale resta la permanenza in categoria, il livello della spesa suggerisce che la Strega abbia costruito una base economica superiore a quella di diverse potenziali concorrenti nella lotta per la salvezza.
Il confronto con le altre squadre salite dalla Serie C rende ancora più significativo il dato. Vicenza e Arezzo si attestano intorno ai 10,4 milioni di euro, mentre l’Ascoli si ferma a circa 8,5 milioni. Tra il Benevento e le altre tre neopromosse si apre, dunque, una forbice tutt’altro che trascurabile: oltre 4,4 milioni rispetto ai marchigiani e circa 4,5 milioni rispetto a veneti e toscani. In termini percentuali, il monte ingaggi giallorosso supera di oltre il 50% quello dell’Ascoli. Una differenza che non determina automaticamente il valore delle squadre, ma che offre una chiave di lettura utile per comprendere le diverse possibilità di costruzione degli organici e la capacità di sostenere determinati investimenti.
Discorso valido anche allargando lo sguardo alle squadre che potrebbero ritrovarsi a lottare per la permanenza in Serie B. La Virtus Entella, con circa 8,3 milioni di euro, è il club meno oneroso della cadetteria.
La Carrarese si ferma a 8,7 milioni, mentre la Juve Stabia si colloca intorno ai 10,3 milioni. La Strega dispone di un monte ingaggi quasi doppio rispetto a quello di liguri e toscani, mentre il suo investimento supera di circa il 44% quello delle Vespe. Ovviamente, il monte ingaggi non rappresenta una classifica anticipata del campionato: contano la qualità dei giocatori, l’organizzazione tattica, la capacità di valorizzare le risorse e la gestione dei momenti difficili. Ma il dato economico contribuisce a definire il contesto nel quale ciascuna società è chiamata a operare.


