Un momento come quello di Carrara lo aspettava da un po’. Antonio Prisco lo ha inseguito tra difficoltà, errori, qualche ingenuità e un percorso in Serie B iniziato più in salita del previsto.
Non si è perso d’animo il centrocampista del Benevento che ha trovato il modo più bello per far ricredere chi si era lanciato in giudizi frettolosi e riprendersi la scena: un gol da applausi, il primo in cadetteria, decisivo – tra l’altro – per il primo successo esterno della Strega in questa stagione.
Avvio complicato
La sua annata non è iniziata nel migliore dei modi. L’errore commesso in occasione del match di Coppa con la Fiorentina e soprattutto il doppio giallo rimediato in un tempo contro l’Ascoli. Soprattutto quell’espulsione rischiava di pesare, perché nel frattempo il Benevento senza di lui aveva dato l’impressione di aver trovato un equilibrio interessante. Questo, almeno, aveva detto il match con il Verona.
Ingresso decisivo
Non a caso, a Carrara il suo pomeriggio è cominciato dalla panchina. Poco dopo l’ora di gioco, però, Floro Flores ha deciso di mandarlo in campo al posto di Siatounis. Prisco ha portato maggiore velocità alla manovra, cercando di giocare nello stretto e di attaccare gli spazi per creare superiorità nella zona della trequarti.
È entrato quasi in punta di piedi, poi ha iniziato a lasciare il segno. Un paio di accelerazioni hanno dato nuova linfa a una partita che sembrava incanalata verso un equilibrio difficile da spezzare. Fino a quando è arrivato il momento decisivo, con quella conclusione dal limite che ha rotto l’equilibrio. La palla è partita da lontano, ha disegnato una traiettoria perfetta e ha colpito entrambi i pali prima di finire in rete. Un gol bellissimo. Di quelli che restano negli occhi.
Prisco ha corso, ha festeggiato e si è preso finalmente quel momento che inseguiva da tempo. Il primo gol in Serie B, a 22 anni, proprio nel giorno in cui il Benevento aveva bisogno di una giocata capace di cambiare l’inerzia della partita. “È stata una liberazione“, ha raccontato dopo il match con la Carrarese. Dentro quelle poche parole c’era tutto il peso delle ultime settimane.
Una risposta arrivata nel momento giusto
Non è stata una prestazione perfetta, perché gli errori anche allo stadio ‘Dei Marmi’ non sono mancati. È stata, però, una prestazione importante. Perché Prisco ha saputo reagire a un periodo complicato, ha aspettato la sua occasione e, quando è arrivata, ha avuto la capacità di lasciare il segno. Così, il ragazzo cresciuto nel vivaio giallorosso è tornato a prendersi i riflettori.
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