Dopo aver archiviato la vittoria conquistata con il Potenza, il Benevento ha spostato il mirino sulla trasferta di Messina. A due giorni dalla sfida del ‘Franco Scoglio’, è intervenuto in conferenza stampa Matteo Andreoletti per presentare il match in riva allo Stretto.
Condizione avversario – “Il fatto che il Messina nelle ultime settimane ha giocato ogni tre giorni può diventare potenzialmente un vantaggio, anche se è una squadra che ha utilizzato spesso turnover. Sono convinto che contro di noi manderanno in campo giocatori freschi”
Abbondanza – “In difficoltà numerica non mi sono mai trovato, perché alleno una rosa ampia e con tanti giocatori bravi. Andare a toccare qualcosa che funziona mi crea qualche turbativa, ma è chiaro che le scelte vanno fatte in funzione di quanto visto nell’ultima partita, ma anche premiando chi in settimana ha lavorato con grande qualità”
Bolsius – “Con il Potenza non ha fatto così male, non è stata insufficiente. E’ un giocatore dal quale abbiamo grandissime aspettative, perché in grado di far saltare gli schemi in qualsiasi momento e secondo me può far bene anche dall’inizio. Credo che non si renda conto di quanto è forte, perché ha qualità da categorie superiore; deve migliorare dal punto di vista della richiesta tecnico-tattica, perché deve capire che si lavora anche in codifica con i compagni”
Karic – “E’ un giocatore che ho utilizzato ovunque. Ha corsa, intensità, può migliorare dal punto di vista tecnico ed è chiaro che se gioca da trequartista interpreterà il ruolo da equilibratore. Non possiamo aspettarci la qualità di Ciano, Bolsius o Ciciretti, ma può essere utilizzato in quella posizione”
Pinato e Ciciretti – “Sono due situazioni diverse tra loro. Per Amato l’obiettivo è di acquisire minutaggio ed è un percorso graduale, serve tempo e pazienza. Pinato invece è un giocatore ristabilito, il problema è quello di dover convivere con il dolore: non è nulla di preoccupante, ma deve abituarsi”
Improta – “Le migliori prestazioni le ha fatte giocando a destra, ma è un giocatore che ha ricoperto tutti i ruoli e può darmi tantissime soluzioni. Lo vedo meno sulla trequarti. Mi piacerebbe confrontarmi con lui per capire dove si trova meglio”
Pinato – “E’ un giocatore che ha determinate caratteristiche per fare il trequartista. Lui di ruolo naturale è una mezzala di inserimento: o cambiamo modulo oppure lo adattiamo più avanti, facendolo lavorare quasi da trequartista perché potrebbe darci dei vantaggi per quanto riguarda il riempimento dell’area. C’è da capire quanto si trovi a suo agio a giocare spalle alla porta, finora non lo abbiamo mai provato in quella posizione, ma in futuro è una soluzione da tener in considerazione”
Attacco – “La mancanza di concretezza è comunque legata alla scarsa lucidità, non a un problema di produzione offensiva. In questo momento abbiamo una buona stabilità difensiva, ma stiamo facendo fatica a chiudere le partite. Non è una cosa che mi preoccupa molto, perché vedo quanto produciamo e conosco le abilità dei miei attaccanti. Ferrante è normale che ha voglia di trovare il gol, mi sento di consigliargli di non cercarlo con troppa determinazione, perché arriverà. Il rientro di Marotta è molto importante in questa ottica, perché in determinate partite in particolare può tornarci utile per senso del gol e qualità in acrobazia; inoltre è un leader dello spogliatoio e il suo rientro fa bene anche da questo punto di vista”
Masciangelo – “Le risposte che mi aspetto da chi non gioca sono quelle che ha dato Masciangelo. Ha avuto un’opportunità che si è meritato, non gliel’ha regalata nessuno, e l’ha sfruttata bene. Penso di riproporlo a Messina, sapendo però che c’è Benedetti che dà ampie garanzie”
Bilancio – “Sono passati quattro mesi, ma sembrano quattro anni. Sono stati tosti e impegnativi, perché alleno una squadra importante, la più importante della mia carriera. Ci sto mettendo il massimo delle mie possibilità, insieme al mio staff, che penso sia la qualità più importante che abbiamo. La soddisfazione più grande è vedere da dove siamo partiti e cosa abbiamo creato, perché adesso chi gioca nel Benevento onora la maglia ed è l’obiettivo più grande che abbiamo centrato insieme alla società. I risultati sono positivi, sono molto soddisfatto”
Ciano – “Non sono preoccupato del fatto che non abbiamo ancora segnato. Ha grandissime qualità, è solo questione di tempo e di situazioni sfavorevoli. Il gol arriverà, spero magari già nella prossima partita. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Ferrante, pensiamo all’obiettivo di squadra che è quello più importante di ogni cosa”
Campionato – “Dire che la Juve Stabia è una rivelazione sarebbe troppo facile, perché sta facendo qualcosa di importante. Quello che viene fuori è che le squadre favorite alla lunga emergeranno e sono destinate a giocarsela fino alla fine”
Filosofia di calcio – “Io credo che non ci sia nulla di più importante del bene della squadra. Tutto quello che ruota attorno al ruolo dell’allenatore, deve partire da questo principio. Se uno parte con un’idea in testa, ma si rende conto che è necessario cambiare, deve metterle da parte e avviare un percorso che possa poi portare a ciò che aveva in mente. L’idea mia di calcio per questa squadra non è cambiata. Io non sono qui per mettermi in vetrina o per vendere me stesso, ma il mio unico interesse è quello di far rendere al massimo questo gruppo. Interpreto il ruolo di allenatore in questo modo”
Pastina – “Le referenze su di lui erano pessime, soprattutto per quanto riguarda professionalità e serietà. Io posso dire che non ho fatto nulla, se non allenarlo. Avevo intravisto qualità e dal primo giorno ho visto un giocatore che ha spinto al massimo, forse è scattata naturale una fase di maturazione legata all’età. Non deve accontentarsi, perché ha grandi margini di miglioramento”
Rinforzi – “Il grande obiettivo è quello di rimanere in panchina fino a Natale (ride, ndr). Battute a parte, credo che sarebbe facile in questo momento dire cosa manca. Ora la priorità è tirare fuori dai nostri soldati il massimo delle potenzialità; fare valutazioni diverse non ci porta grandi vantaggi. Se poi tra due mesi ci mancherà qualcosa, la società sono convinta che si farà trovare pronta”
Difesa – “I quattro giocatori più impiegati hanno dato ampie garanzie. Uno deve restare fuori e non è semplice decidere. La valutazione che devo fare è legata alla richiesta della partita”
Messina – “E’ una squadra che ha raccolto la maggior parte dei punti in casa e già questo è indicativo. Gioca su un campo dalle dimensioni enormi e questo li valorizza. Sono stati gli unici a fermare l’Avellino da quando è subentrato Pazienza. Affrontiamo una squadra che ha un’identità chiara, che di solito giocano 4-3-3, è la squadra più zemaniana del girone. Dobbiamo essere bravi a mettere in conto che ci saranno momenti della partita in cui dovremo difenderci di più rispetto alla gara con il Potenza. Sicuramente non avremo solo noi il dominio, ma dovremo provare a prendercelo per più tempo possibile”


